LdP Studio Penale
02 giugno 2026 · Diritto penale dell'ambiente · D.Lgs. 231/2001

D.Lgs. 81/2026: la riforma dei reati ambientali per imprese e professionisti

È entrato in vigore il 2 giugno 2026 il Decreto Legislativo 21 aprile 2026, n. 81 (G.U. n. 113 del 28 maggio 2026), che attua la direttiva (UE) 2024/1203 sulla tutela penale dell'ambiente. Il testo ridisegna il Titolo VI-bis del codice penale e, aspetto di primo rilievo, amplia il catalogo dei reati presupposto del D.Lgs. 231/2001.

Un nuovo approccio, ecosistemico. Il decreto abbandona la scomposizione per matrici — aria, acqua, suolo — e considera l'ambiente come sistema unitario di ecosistemi, habitat e biodiversità. Nasce così il delitto di commercio di prodotti inquinanti (art. 452-bis.1 c.p.), insieme alle nuove fattispecie su sostanze ozono lesive e gas a effetto serra (artt. 4 e 5 del decreto).

Abusività, chiarita. Il nuovo art. 452-quinquiesdecies c.p. precisa che la condotta abusiva non si limita alla mancanza di autorizzazione, ma comprende anche la violazione sostanziale della normativa ambientale europea e nazionale — un chiarimento atteso da anni di contenzioso interpretativo sull'avverbio «abusivamente».

Pene più severe. Arrivano nuove aggravanti (art. 452-sexiesdecies c.p.) per profitto di rilevante entità o documentazione falsa; per morte o lesioni da inquinamento o commercio di prodotti inquinanti (art. 452-ter c.p.) il massimo edittale sale a undici e dodici anni.

Enti più esposti. L'art. 25-undecies del D.Lgs. 231/2001 viene aggiornato: il commercio di prodotti inquinanti entra nel catalogo dei reati presupposto, la sanzione massima per il disastro ambientale sale da 900 a 1.200 quote, e per i reati su sostanze ozono lesive e gas a effetto serra è prevista una sanzione da 400 a 800 quote. Le imprese, specie nei settori a rischio ambientale, dovranno verificare tempestivamente i propri modelli organizzativi ex D.Lgs. 231/2001, con attenzione alla mappatura dei rischi-reato e all'adeguatezza dei controlli esistenti.

Lo studio è a disposizione per l'analisi di impatto del decreto sui modelli organizzativi e per l'aggiornamento delle procedure di compliance ambientale.

Avv. Lucio della Pietra
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