Lo studio si occupa della difesa penale nei procedimenti per naufragio, incendio a bordo, omicidio e lesioni colpose, anche in conseguenza di abbordo (collisione tra navi), reati ambientali connessi alla circolazione marittima.
Negli ultimi anni lo studio si è specializzato anche nella gestione di procedimenti penali per naufragio, incendio a bordo, omicidio e lesioni colpose, reati ambientali: contestazioni che nascono dall'incrocio fra codice penale, codice della navigazione, disciplina della sicurezza sul lavoro e leggi ambientali.
In tale contesto viene fornita assistenza in materia penale a comandanti, ufficiali, membri dell'equipaggio, armatori e società di navigazione, in co-patrocinio con studi specializzati in diritto della navigazione di rilievo nazionale e con il supporto di consulenti tecnici specializzati.
A questa attività si affianca la consulenza preventiva riservata alle imprese del settore, per individuare in anticipo le aree di rischio penale connesse all'esercizio della navigazione e della sicurezza del lavoro a bordo.
Un incidente in mare può generare responsabilità diverse.
Lo stesso fatto può essere valutato secondo le norme sulla sicurezza della navigazione e secondo quelle sulla sicurezza del lavoro. Cambiano gli obblighi, i soggetti responsabili e i criteri con cui viene ricostruita la responsabilità penale.
La distinzione non implica una separazione rigida: le due aree muovono da presupposti e finalità diversi e possono trovare applicazione congiunta rispetto al medesimo accadimento, ciascuna con i propri obblighi, i propri soggetti responsabili e i propri criteri di accertamento.
Riguarda la navigazione, le manovre, l'idoneità della nave e la gestione dell'emergenza.
L'abbordo non è di per sé un reato: è l'evento da cui possono discendere il naufragio colposo, l'omicidio e le lesioni colpose.
Riguarda l'organizzazione del lavoro, la prevenzione dei rischi e l'individuazione delle posizioni di garanzia, secondo i principi generali della sicurezza sul lavoro applicati al contesto marittimo.
In molti procedimenti la distinzione non è netta. Un errore di navigazione può essere anche conseguenza di un deficit organizzativo: equipaggio insufficiente, turni di riposo inadeguati, formazione carente, procedure di sicurezza inefficaci.
La difesa richiede quindi di ricostruire non soltanto ciò che è accaduto a bordo, ma chi aveva il potere e l'obbligo giuridico di impedirlo.
In entrambi gli ambiti il criterio di fondo resta lo stesso: individuare chi aveva il potere e il dovere giuridico di intervenire, perché è da questa posizione che discende la responsabilità penale.
